14 aprile 2015

Luoghi e memoria


Patrick Modiano, 20 novembre 1978, a Parigi dopo aver ricevuto il premio Goncourt 

Nella maggior parte dei suoi romanzi la questione della memoria e dell'oblio si esprime attraverso i luoghi. Quelli di una Parigi sognata, in genere.

Si'. Spesso è la topografia che aiuta a far risorgere il passato. Soprattutto in una città, che sia cambiata molto oppure no. Credo che il passato possa risorgere solo grazie alla topografia, alla geografia. Il ricordo si nutre anche di tutte le cose che sono cambiate, di tutto quello che è scomparso. Quando ero bambino, la periferia di Parigi era praticamente campagna. Oggi sono città tentacolari che formano la banlieue parigina. Ma in effetti il ricordo diventa una sorta di paesaggio interiore: il paesaggio ha un bel essere cambiato completamente, un paesaggio interiore si disegna, si mescola all'immaginario, e fa riemergere il luogo cosi' com'era nel passato. E gli dona una dimensione molto presente. A volte basta chiudere gli occhi perché un paesaggio, interiore e atemporale, rimasto cosi' com'era, ritorni.

Da un'intervista di François Busnel a Patrick Modiano. (Lire, novembre 2014)


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