12 aprile 2015

Inconcludenze

Goliarda Sapienza

Ancora un mese è passato senza concludere nulla. Di scrittura, intendo. Vado in banca per cambiare un assegno di Angelo, di 400 mila lire: una miseria oggi, eppure - avendo la carta d'identità scaduta il cassiere mi mostra difficoltà per riscuotere - un senso di disagio mi prende mentre attendo. Dopo venti minuti e più di angoscia profonda - cosa mi succede? - rivivo chiaramente lo stato di perseguitato - durante l'occupazione tedesca andavo in giro con un documento non valido - o meglio, di non facente parte dello Stato italiano, e quindi nemico della patria.
Giunta a casa provo senza nessuna convinzione a cucinare i calamaretti. Risultato: insudicio tutta la cucina, ne friggo una manciata in modo orribile, gli altri li bollo e li chiudo nel frigo - per dimenticarli. Poi per ostinazione li mangio. Non c'è gioia a mangiare da soli, Epicuro, ma quanto hai ragione.

(Goliarda Sapienza, La mia parte di gioia, Torino, Einaudi, 2013)

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