10 marzo 2015

Latino e mangiacassette


A Marsiglia insegno italiano langue vivante da tre anni.
Quando avevo mandato la candidatura mi ero proposta anche come insegnante di latino, non si sa mai, mi ero detta. 
Giustamente S. si è stupito, ma si' basta che mi rimetta un po', pensavo.
Mi han preso per l'italiano, il latino è lingua del passato, ha detto il preside.
Poi oggi cercavo un tipo di documento word, un modello impostato per dei volantini. 
Mentre sfogliavo e vedevo i diversi tipi tra cui scegliere, a un certo punto ho fatto caso che tutto il testo, quello che sparisce se si scrive il proprio di testo, era scritto in latino.
Per esempio sopra un volantino con sfondo di palme e conchiglie che poteva pubblicizzare una crema solare o una bevanda tropicale, c'era scritto

[1] Maior pars mortalium, Pauline, de naturae malignitate conqueritur, quodin exiguum aevi gignimur, quod haec tam velociter, tam rapide dati nobistemporis spatia decurrant, adeo ut exceptis admodum paucis ceteros in ipsovitae apparatu vita destituat. Nec huic publico, ut opinantur, malo turba tantumet inprudens vulgus ingemuit: clarorum quoque virorum hic adfectus querellasevocavit. Inde illa maximi medicorum exclamatio est, "Vitam brevem esse, longam artem"

Ho fatto una ricerca, è Seneca, il De brevitate vitae.

Mi è venuto in mente quando cercavo le frasi fatte sull'IL, intanto facevo le cassette e scrivevo i titoli dietro, chiamavo radio Flash per chiedere una canzone da registrare mentre passava, se la facevano passare, intanto sfogliavo Siddharta, piccola edizione Adelphi con la copertina celeste.
Poi la sera, la traduzione ancora tutta da finire, telefonavo alla compagna Mariangela che mi dettava.

Era il 1997, non usavo ancora internet, non avevo ancora la patente, non avevo grandi esperienze con i ragazzi, e il latino era qualcosa che c'era tutti i pomeriggi.
Poi oggi trovo un pezzo di latino. 
Non ne vedevo dal giorno della maturità, seconda prova, versione di Vitruvio, facile, tutta la classe ha preso sei. 
E cosi' serenamente abbiamo dimenticato il latino.

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