17 marzo 2015

Apparecchiare l'ufficio

Susan Sontag, foto di Jill Kremenz

Pensavo ai tavoli a cui la gente che scrive si siede per scrivere.

Qualche giorno prima sfogliavo un libro di Jill Kremenz che si chiama The Writer's Desk, ci sono fotografie di George Plimpton, John Updike, Stephen King, E.B White, Dorothy West, eccetera. 
Finestre sul mare, biblioteche antiche, poltrone comode, gatti addormentati sul tappeto.

E mi è venuto in mente un passaggio di un libro di Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni, dove Ermanno Baistrocchi che di mestiere fa lo scrittore a un certo punto a pagina 74 dice,

E quando avevo fatto tutto, al mattino, prendevo un caffè, bevevo un succo di frutta, sgomberavo la tavola e apparecchiavo il mio ufficio, che consisteva in un computer portatile che accendevo, aprivo la posta elettronica e leggevo quello che mi scrivevano, e arrivavano delle mail molto belle per esempio una mail della Cepu che si intitola "Sei ancora in tempo per laurearti".
Che io veramente ero già laureato, ma da degli anni.

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