16 gennaio 2015

Notturni


Un libro trovato a un mercato di testi usati a Venezia almeno dieci anni fa.  
La Scapigliatura, un mondo perduto, Edizioni del Dopolavoro del 1957. Mai letto.
Una sera torno a casa protestando mentalmente con certi studenti che solo a pensarci viene di nuovo il nervoso, e sotto lo scrittoio c'è un libro capovolto, la copertina stracciata. 
Dico niente.
Vado a mettere un pollo nel forno, mentre si cuoce prendo il bagno insieme al bambino di due anni che ha stracciato la Scapigliatura, mangiamo il pollo con l'insalata, e alle nove mi ritiro in stanza. Fino all'una a leggere  La Scapigliatura, un mondo perduto, dove si racconta che "Per consueto, in quei mesi, or presso l'una ora presso l'altra casa, v'erano conversazioni danzanti e feste da ballo cenanti".
E prendo sonno con una cuffietta sull'orecchio, l'altra su quello della persona vicino a me, suonavano i Notturni di Fauré. Con gli occhi chiusi, conversazioni danzanti e feste da ballo cenanti.

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