30 ottobre 2014

Il piccolo suggerimento di un istante


Lev Tolstoj

Quando gli studiosi di Tolstoj lamentano le scarse letture storiche che egli fece prima di scrivere Guerra e Pace, mi viene in mente un aneddoto raccontato da Henry James. Una narratrice inglese aveva ricevuto molte lodi per la ricostruzione che, in uno dei suoi racconti, aveva saputo dare del mondo calvinista francese. Quando le chiesero in quali libri avesse appreso tante notizie su di un argomento così poco conosciuto, in quale biblioteca si fosse così scrupolosamente documentata, la scrittrice diede una strana risposta. Mentre abitava a Parigi, era passata davanti alla porta aperta di un pastore: dopo aver finito di mangiare, alcuni giovani protestanti stavano seduti innanzi alla tavola imbandita, con i bicchieri dove splendeva l'ultimo vino. Quella occhiata le bastò: simile a un ragno che lavorava con i fili della seta più sottile, la mente aveva afferrato lo sguardo fulmineo, il piccolo suggerimento di un istante, trasformato nella stoffa di un racconto. 

(Pietro Citati, Tolstoj, Milano, Longanesi, 1983)

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