6 settembre 2014

Non per correggere

Eudora Welty

Il romanziere non lavora per correggere, né per condonare, e tantomeno per consolare, ma per rendere vivo ciò che è raccontato. Dà per scontata a priori, nel suo lettore, una visione illuminata pari alla propria, perché si spera che siano entrambi sul punto di partire insieme da quella base alla volta del ben diverso mondo della fantasia. 

(Eudora Welty, Una cosa piena di mistero, Roma, minimum fax, 2009)

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