5 luglio 2014

Storie che si sentono


Ieri c'è stata la cena di fine scuola e seduto sui gradini c'era un uomo che si è messo a parlare in italiano a un bambinetto. 
Gli vado vicino, cominciamo a raccontarcela e mi dice che anche lui è italiano, in origine. 
Che suo nonno era un anarchico di Livorno, che negli anni Venti ha cercato di ammazzare il Duce e che è stato arrestato a Civitavecchia e che da Civitavecchia è riuscito a evadere, scappare sull'isola d'Elba, raggiungere la Corsica e dopo Marsiglia, dove poi è rimasto, ha fatto dei figli che a loro volta hanno fatto altri figli, come l'uomo che mi ha raccontato questa cosa, seduti sui gradini della scuola, in mezzo al fumo della carne alla brace che tirava verso di noi.
Ed è tutto il giorno che vorrei pensare un momento a questa faccenda e scriverne un pezzetto che centrerebbe con il romanzo che sto scrivendo, ma niente, mi sono messa a fare delle verdure in conserva e a questa cosa comincio a pensare solo adesso, con una fila di vasetti sul tavolo della cucina.

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