1 giugno 2014

Tiretti

Luigi Ghirri, Casa Benati, 1985

Questa pagina, nel suo titolo, nomina un cassetto. Perché in effetti i cassetti sono qualcosa che mi piace. In un tavolo per esempio, mi interessano di più i suoi cassetti che il piano di sopra, o le gambe. 
Nella mia sala da bagno non c'è gran spazio per ritirare gli accessori, tutto è appoggiato su un asse di legno accanto al lavandino, però c'è un piccolo comodino da notte, e nel suo cassetto si prendono il lusso di stare ritirate solamente qualche saponetta, due, tre alla volta.
O nella casa dove vive mia nonna, sui bricchi di Vascagliana, in cucina c'è un cassetto che si chiama il tirét, ci sono pile, lampadine, cordini, etichette adesive, tappi, cavatappi, candele. E se qualcuno in casa cerca qualcosa che non sa dove trovare, probabilmente va a guardare nel tirét.
Poi c'è quello delle bollette e delle multe. 
Così mentre prendevo sonno, ieri sera pensavo a una collezione di piccoli scritti sui cassetti. 
Il cassetto della casa di Valpone nel 1985, di mia nonna Irma, mia zia Teresina, della sala professori, della stanza di Amsterdam nel 1999. 
Centrini, bustine di lievito, fototessere, pagine di preghiere, cartoline da Bordighera del 1979, ricordini dei morti, pipe, tessere della videoteca, millelire, opinel, briciole, ferri da fare a maglia. Quello che c'è dentro e quello che c'è fuori. 
Se dovessi dire un titolo, forse potrebbe essere Tiretti.

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