2 maggio 2014

Soggettività

Lion Feuchtwanger

Penso che l'arbitrarietà della memoria sia un vantaggio per lo scrittore. Lo obbliga a un'assoluta sincerità, che è la condizione principale della scrittura, lo obbliga a restituire unicamente le sue visioni, la sua versione dei fatti. Nel mio caso particolare, la perdita del mio diario, l'assenza di note oggettive mi obbliga a parlare solamente delle cose che mi hanno toccato di più nel profondo. Forse il mio racconto tralascerà degli aspetti oggettivamente essenziali, ma sarà soggettivamente sincero e vero dal punto di vista letterario; non sarà deformato da dossier né da fatti precisi della realtà.

(Lion Feuchtwanger, Le diable en France, Paris, Livre de Poche, 2010)

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