8 maggio 2014

Non sapere il francese e dimenticare l'italiano

Moonlight, Turner

Tra le idee per i prossimi mesi c'è quella di provare un concorso per l'insegnamento statale. 
A parte che di posti liberi ce n'è talmente pochi che solo l'idea di provare il concorso fa già ridere, ma lo stesso l'idea di mettersi a studiare mi piace, e così è qualche giorno che guardo il programma dell'esame e faccio dei pensieri sulla maniera di prepararmi. 
Per il momento nella lista c'è 
- Riprendere il latino siccome c'è una parte di latino.
- Leggere San Francesco, Tommaso d'Aquino, Goldoni e Bassani.
- Studiare il francese.
L'ultimo punto è quello che mi sembra più problematico, nel senso che il concorso è per insegnare italiano nelle università di Francia. Solo che nell'esame, oltre alle prove in italiano, c'è anche un tema in francese e una traduzione verso il francese. 
E come faccio a scrivere in francese, che se il T9 non correggesse i miei sms non riuscirei nemmeno a scrivere Ci vediamo dopo.
Allora ho chiesto a una collega esperta. 
Innanzitutto devi leggere tanto, mi ha detto. Bene, leggere leggo. Poi devi scrivere dei temi e io te li correggo. Bene, scriverò i temi.
Ma soprattutto, dice lei, per prepararsi proprio bene, San Francesco, Tommaso d'Aquino, Goldoni e Bassani dovrei studiarli in francese. 
Insomma, per imparare il francese, lei dice di dimenticare l'italiano, o fare finta di non saperlo, per lo meno. 
Da qui fino a giugno 2015 non devi più scrivere in italiano, ha detto. Se hai bisogno di scrivere qualcosa, la lista della spesa per esempio, ti sforzi e la scrivi in francese.
E io non ho ancora cominciato, ma già mi sembra quando mi capita di bere troppo vino, che dopo nella strada invece di camminare dritto vado in qua e in là, e siccome quando bevo troppo vino mi tolgo anche sempre gli occhiali, non sapere il francese e dimenticare l'italiano mi fa sentire un po' come quando cammino in qua e in là senza vedere dove vado, e di solito mi piace.

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