21 maggio 2014

Luce

 
Sto scrivendo da due ore e mezzo, più o meno, e sono due ore e mezzo che metto e tolgo gli occhiali.
Fuori c'è Scirocco, vento forte e caldo che alza la polvere e fa bruciare gli occhi. Poi forse sono gli occhiali, con le lenti rigate che danno fastidio. Oppure il computer della scuola, con una qualità dello schermo non delle migliori.
Comunque sono ormai da tre ore davanti al computer col male agli occhi e quello che devo scrivere fa una gran fatica a venire fuori.
Poi nella stanza entra una collega, e prima di sedersi domanda se mi spiace se accendiamo la luce. Prego, le dico.
E subito comincio a lavorare bene, con gli occhiali fermi sul naso, le idee belle chiare arrivano da sole.
E ho pensato a quella volta che eravamo a Rosolina, c'erano quaranta gradi e S. ha cominciato a non sentirsi bene. Dopo un po' sono entrata in un caffè e ho preso una bottiglia di acqua. Appena ha bevuto, S. ha cominciato a sentirsi meglio. Aveva sete e non lo sapeva.
Allora oggi, è banale in effetti, ho capito la prima cosa da fare quando ci si mette a scrivere, vedere che nella stanza ci sia abbastanza luce.


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