7 maggio 2014

Dissertazione filosofica


Oggi a scuola si trattava di sorvegliare le prove d'esame. 
Il liceo è professionale, la mia sezione prepara tecnici di laboratorio.
A me toccava sorvegliare la prova di filosofia. Gli studenti dell'ultimo anno avevano quattro ore per scrivere la loro dissertazione.
Noi a scuola, al liceo classico per esempio, al Liceo Cavour di Torino per esempio, all'esame non avevamo filosofia, e comunque filosofia si passava solo all'orale.
Oppure all'università, alla Facoltà di Filosofia di Torino per esempio, mai scritto nessuna dissertazione.
E invece i tecnici di laboratorio francesi all'esame devono scrivere una dissertazione filosofica che li impiega quattro ore. 
Perbacco, pensavo. Quattro ore per scrivere di Kierkegaard, Husserl o Croce, nemmeno con la mia bella laurea in filosofia non saprei da che parte cominciare.
Poi suona la campanella dell'una e mezza, gli allievi entrano in aula, faccio posare i cellulari sulla cattedra, le borse in fondo, leggo il comunicato per cui dizionario e calcolatrici sono interdetti e apro la busta. 
Distribuisco ventuno copie, dimentico di dire che possono cominciare a scrivere e una ragazza mi chiede se possono cominciare a scrivere.  
Bien sûr.
Cammino tra i banchi, poi mi fermo un momento vicino alla finestra. 
Luis ha lo sguardo fisso verso la lavagna, starà cercando di ricordare se Hegel è quello della fenomenologia dello spirito o della critica della ragion pratica. Metto gli occhi sul suo foglio.


Dissertazione di filosofia

Soggetto:

E' assurdo amare qualcuno per il suo aspetto fisico?

Svolgimento:

Innanzitutto bisogna ricordare che il mondo del giorno d'oggi non è come il mondo di una volta.




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