17 marzo 2014

Il lettore prediletto

Cesare Segre

L'autore ha spesso un destinatario esplicito (che può identificarsi col committente) e un lettore prediletto (una musa reale o immaginaria). Il primo, proprio per la natura cortigiana, opportunistica della scelta; il secondo, proprio perché l'autore proietta su di lui le proprie aspirazioni comunicative, non possono identificarsi col destinatario.

(Cesare Segre, Avviamento dell'analisi del testo letterario, Torino, Einaudi, 1999)

Su questo concetto di Segre ho pensato varie volte, specie per per quello che lui chiama il lettore prediletto. 
E' una questione balorda, per me almeno. Delle volte per esempio il lettore prediletto mi dà certi consigli immaginari su delle strade da prendere, direzioni. Delle altre invece si trasforma in una specie di santino che condiziona quel che scrivo. 
Adesso in questo periodo i prediletti non si fanno sentire, non ce ne sono nella mente, e mi sento parecchio più tranquilla.

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