10 dicembre 2013

Sul fatto che i personaggi vanno per conto loro

Giorgio de Chirico

Ieri una persona mi ha scritto che il suo protagonista maschile è diventato più giovane rispetto a quando ha cominciato il romanzo. Nel senso che questa persona si è resa conto che il personaggio dovrebbe avere qualche anno di meno rispetto a come l'aveva immaginato in principio. 
Perché non l'aveva pensato prima, si domanda. 
Allora mi è venuto in mente cosa diceva Forster, sul fatto che i personaggi vanno per conto loro.

I personaggi arrivano puntuali quando sono evocati, ma colmi di spirito ribelle. Avendo difatti un bel po' di affinità con gente come noi, tentano di vivere la loro vita, e di conseguenza si trovano spesso a tramare contro il disegno principale del libro. Essi "scappano", "prendono la mano": sono creazioni dentro la creazione, rispetto alla quale risultano spesso inarmonici; se si concede loro completa libertà, a forza di calci riducono il libro a pezzi; se invece li si trattiene con troppa severità, si vendicano morendo; con una buona putrefazione intestinale distruggono il romanzo.

(E.M. Forster, Aspetti del romanzo, Milano, Il Saggiatore, 1963)

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