22 dicembre 2013

Storie di soprannomi

Su un manuale di scrittura creativa che stavo leggendo, per cominciare a pensare un personaggio propongono di immaginare la sua carta d'identità. 
Allora mi è venuto in mente anche un altro modo.  
C'era un periodo che una volta al mese ci trovavamo a Reggio Emilia per pensare a una rivista che poi si sarebbe chiamata L'Accalappiacani. Soprattutto leggevamo i racconti, pensavamo dei titoli, dei temi, fumavamo delle sigarette e tra le altre cose ci davamo delle specie di compiti di scrittura.
Uno per esempio è stato poi pubblicato nel numero primo, si intitolava Storie si soprannomi e raccoglieva alcuni pezzi così. 

Era stata ribattezzata Philadelphia, dalla nota marca di formaggi "Philadephia light", ma lei non era per niente leggera.

Il soprannome Tex deriva dal fatto che lui camminava un po' con le gambe aperte, con quella camminata che hanno i motociclisti oppure quelli che vanno a cavallo.

Per un certo periodo venne soprannominato Stallone Italiano, perché a Praga aveva fatto colpo su una tipa in un bar che continuava a ripetergli "Stalòne Italiano, 80 corone!!"

(L'Accalappiacani, Roma, DeriveApprodi, 2008)

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