26 dicembre 2013

Quel che si vede


Il romanziere scrive di quel che vede in superficie, ma la sua angolazione visiva è tale che comincia a vedere prima di arrivare alla superficie e continua a vedere dopo averla oltrepassata. Comincia a vedere nelle profondità di sè, e mi pare che una volta lì poggi su quello che senz'altro sta alla base di tutta l'esperienza umana: l'esperienza della limitatezza, o, se preferite, della povertà. 

(Flannery O' Connor, Nel territorio del diavolo, Roma, minimum fax, 2002)

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