3 novembre 2013

Scrivere a mano

John Irving
A proposito di scrivere a mano. Su l'Express ho letto un'intervista a John Irving dove dice di scrivere a mano, per controllarsi meglio. Mi ha stupito, un po' perché i suoi libri sono sovente lunghi, e poi perché di lui avevo un'idea di qualcuno molto moderno. Invece.
Scrivo le prime stesure su quaderni di ogni tipo, sempre su una sola facciata della pagina, così da poter annotare delle parole o delle frasi sulla pagina vuota accanto. Scrivo tutto a mano. Tutto il romanzo. E anche la maggior parte degli appunti. Se comincio un nuovo capitolo mentre sto ancora scrivendone un altro, giro il quaderno e comincio dall'altra parte. Uso quaderni e taccuini vergini. A volte, quando sono a casa, scrivo sul retro di pagine già usate, per l'ambiente. Preferisco scrivere a mano perché sono troppo rapido sulla tastiera: con la macchina da scrivere o il computer vado troppo veloce per le prime stesure, molto più di quanto vorrei, e soprattutto molto più veloce di come si dovrebbe per scrivere qualcosa di veramente buono. Scrivere a mano mi obbliga a rallentare. E mi permette di controllare lo stile. Potete vedere la differenza tra i miei manoscritti e la mia corrispondenza battuta a macchina o al computer, faccio molti errori perché vado troppo veloce. Per scrivere un romanzo, uso la macchina da scrivere o il computer solo per correggere il manoscritto: là non ho il problema di andare troppo veloce perché conosco la storia, conosco ogni passaggio e posso sistemarlo.

L'articolo intero si può leggere qui.

Nessun commento: