5 novembre 2013

Quello che fa vedere la notte


Ne L'arte della gioia di Goliarda Sapienza a un certo punto Stella dice:
Mi piace la notte. La notte fa vedere tante cose.
Mentre leggevo, quella frase ha cominciato a girarmi nella testa, ma sono andata avanti. Dopo sono uscita e mentre facevo la salita con le mani in tasca per ripararle dal mistral la frase mi è tornata nella mente e ho cominciato a pensare che c'è stato un periodo, tempo fa, che la notte mi capitava di vedere una persona. 
Si facevano discorsi che non andavano da nessuna parte, si beveva dallo stesso bicchiere, si fumava la stessa sigaretta, eccetera. Una volta sotto la neve che arrivava alle ginocchia, sovente col sole che veniva fuori.
Poi quando il sole veniva fuori ognuno andava per i suoi conti.
E quella frase di Stella, Mi piace la notte. La notte fa vedere tante cose, se ci penso, quello che vedevo in quelle notti durava solo fino che era notte, quando veniva giorno spariva, non si lasciava vedere più. 
Ma me ne sono accorta parecchio tempo dopo.
Allora ho pensato di cercare di scriverla quella cosa che si lasciava vedere solo la notte. 
Il titolo potrebbe essere: Quello che fa vedere la notte.

2 commenti:

Trilly ha detto...

Credo si tratti dell'anima.Al buio si abbandonano contratture e inibizioni: persone e cose mostrano la loro vera natura. Il buio protegge dall'esplicito e, allo stesso tempo, rende chiaro. Meravigliose contraddizioni.

Gessica Franco Carlevero ha detto...

già, sembra anche a me. come nella nebbia.