10 novembre 2013

Grammatica: le doppie

William Eggleston


Ecco adesso mi sono fissata con la parola acquattata o acquattato. Mi piace tantissimo. Però mi accorgo che l'ho sempre pronunciata con la doppia cì. Accuattàta, accuattàto. Fin da piccola. Ora avendo scoperto che è una parola che rimanda all'acqua e non, come la mia immaginazione mi ha sempre erroneamente suggerito, alla polvere o al guano o agli aghi di pino o al sotto di un camion di un parcheggio di autogrill, è molto difficile per me riabituarmi. Non so da dove cominciare. Perché per me accuattàrsi è sempre dietro qualcosa, benché basso, sempre dietro un minimo di qualcosa, un mucchietto, un buco coi bordi, al limite un pietrone, ma come ci si possa servire di uno specchio d'acqua con la finalità di non essere notati, di poter vedere senza essere visti mi riesce del tutto incomprensibile.

(Da un aggiornamento di stato FB di Valentina Diana dell'8 novembre 2013)


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