17 novembre 2013

Case che cent'anni dopo hanno ancora i fiori freschi sul tavolo

Musée Marcel Proust - Maison de Tante Léonie

Dopo essermi ricordata quell'episodio di Proust, le madeleine e l'inizio del suo primo libro Dalla parte di Swann, sono andata a vedere delle foto di Illiers-Combray, il paese dove viveva la zia di Proust.
Il paese è a 150 chilometri da Parigi e fino al 1971 si chiamava Illiers, poi nel '71, nel centenario della nascita di Proust, hanno modificato il nome aggiungendo Combray, che è il nome di fantasia con cui Proust si riferiva a Illiers.
Nel cercare sono finita su un sito di arredamento. C'erano fotografie della casa della zia Elisabeth Amiot, che nel romanzo si chiama Léonie.
La casa, dichiarata monumento storico, è oggi la sede della Société des Amis de Marcel Proust e del Museo Marcel Proust. Ci sono doni e lasciti della famiglia e dei parenti, mobili, documenti, oggetti, lettere e fotografie. 
Quello che mi ha stupito però è che nella casa è stato tutto ricostruito. Nelle foto che ho visto per esempio ci sono gli asparagi sul tavolo, la tisana di tiglio sul tavolino da notte, la bottiglia del Vichi aperta sul tavolo. Una sorta di teatro fermo nel tempo, una rappresentazione immobile e un poco artificiale. 
E mi è sembrata un po' la sorte che tocca a certi libri. Libri che quando sono stati scritti erano veri e abitati e poi col tempo sono diventati un santino di cui si deve parlare bene anche se non si ha nessuna voglia di andare a vedere cosa c'è dentro. 

Questo è il sito della casa della zia di Proust



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