4 settembre 2013

Philip Roth: Quando comincio un libro sono sempre un principiante

Philip Roth

Questo è un bugiardino ma non proprio, nel senso che le domande in questo caso le ha fatte Josyane Savigneau. A rispondere è Philip Roth. 
Lei insiste sulla difficoltà di scrivere, la frustrazione. Ma non c'è anche del piacere nel terminare un libro?
Sì, è un piacere che dura circa una settimana e mezza. Quando si termina un romanzo, si ha un sentimento di trionfo, ma non dura più che dieci giorni, il tempo di capire che scriverne un altro è praticamente impossibile.
In un'intervista del 2004 ha detto: Quando comincio un libro sono sempre un principiante. E' sempre stato così?
Sempre. Sì, sempre. Si potrebbe dire che una delle ragioni per cui smetto di scrivere è che a cinquant'anni ero ancora un amatore - un amatore maldestro, senza fiducia in me stesso, ogni volta che cominciavo un nuovo romanzo per mesi e mesi ero nella confusione più totale. 
Via via poi non ha acquisito maggiore fiducia in se stesso?
Al momento di iniziare un libro mai. E' raro che uno scrittore sia pieno di fiducia all'inizio. E' più il contrario piuttosto - si è assaliti dai dubbi, si è immersi nell'incertezza. Henry James, questo gigante della letteratura americana, questo nume di ogni scrittore, il nostro Marcel Proust, l'ha detto molto bene in un racconto in cui parla del mestiere dello scrittore: "Noi lavoriamo nel buio, facciamo quello che possiamo, diamo quello che abbiamo. Il nostro dubbio è la nostra passione, e la nostra passione il nostro lavoro".

L'articolo da cui ho preso questo estratto è questo

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