23 settembre 2013

Ignorare completamente il pensiero dell'altro

Gabriele Ferraresi

Una cosa che mi ha aiutato a scrivere il primo romanzo Metà guaro metà grappa sono stati alcuni maestri che ho incontrato. Dario Voltolini per esempio, o Paolo Nori e Domenico Starnone. Maestri anche semplicemente per il fatto che sono stati tra i primi a leggere quello che ho scritto e a apprezzarlo.
Solo che poi dopo, ogni volta che scrivevo qualcosa, avevo in mente loro, cosa ne avrebbero pensato. E a un certo punto mi sembrava di andare avanti con un poco di freno a mano tirato. 
Mi è venuto in mente questo perché ho letto un bel pezzo sulla rivista Balena Bianca, si tratta di una serie di domande sulla scrittura a Gabriele Ferraresi. E a questo proposito lui dice così.

Quando scrivi, un racconto o un romanzo, che genere di lettore ti immagini? E come cerchi di raggiungerlo?

Non mi immagino nessun lettore, mai – almeno quando scrivo un racconto, o un testo narrativo. È un campo in cui bisogna – almeno nella prima parte del lavoro – ignorare completamente il pensiero dell’altro, pensare a chi leggerà, a cosa penserà, sennò non ci si muove più, sennò ci si autocensura, ci si incasina e per me non va bene. L’importante è stare da soli in quel momento, e ignorare l’altro: tanto gli altri interverranno poi.

L'intero articolo si può leggere qui.

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