4 giugno 2013

Vedere lanterne invece che calzette di spugna


Sto leggendo un libro, Da costa a costa, l'hanno scritto Lorenzo Bracco e Dario Voltolini. Questo libro racconta la crociera che hanno fatto insieme i due autori.
Se c'è una cosa che ho sempre pensato è, mai e poi mai vorrei fare una crociera.
Poi nel leggere questo libro ho cominciato a cambiare l'avviso.
E non perché Lorenzo Bracco e Dario Voltolini ne raccontino il lato grottesco, ridicolo, dozzinale. Per esempio come in un libro che si chiama Una cosa divertente che non farò mai più, dove Foster Wallace mette in evidenza le stravaganze e bizzarrie della situazione. 
Al contrario, Bracco e Voltolini sono stati capaci di vedere il bello anche dove sarebbe stato più facile vedere il brutto, o il curioso dove sarebbe stato più facile vedere il ridicolo.
Per esempio fanno scalo a Mdina, sull'isola di Malta, lì incontrano numerosi gruppi di turisti, ma neppure l'ombra di un abitante del luogo. 
Ecco, io penso che nella verità molti perderebbero la pazienza nel trovarsi nella simile situazione. 
E soprattutto, se dovessero scriverne, schiaccerebbero l'acceleratore nel descrivere tale tedesco dalle calzette di spugna con binocolo bifocale, o tale dama intenta nella trattativa per l'acquisto di un magnete.
E invece no, Bracco e Voltolini raccontano che "la guida ci dice che in tutta la città sono residenti solo 400 persone e che sono i nobili dell'isola. Ci viene da pensare che forse sono residenti, ma in questo momento vivano altrove. L'unica presenza abitativa del luogo sono dei cavalli che trainano delle bellissime carrozzelle per turisti alte ma strette e corte, come una lanterna, dotate di tende per riparare i turisti dal sole".
Per dire che vedere e poi raccontare lanterne è più interessante che calzette di spugna. E il risultato un po' più fine, e onesto.

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