3 giugno 2013

Un grande editore, se gliela mando per posta, leggerà veramente la mia opera?

Illustrazione di Marie Eve Tremblay

Probabilmente sì. Alcune grandi aziende hanno un ufficio dove tutto ciò che giunge direttamente - senza presentazioni di collaboratori, altri autori, agenti eccetera - viene esaminato. Queste aziende hanno anche dei collaboratori che leggono approfonditamente tutto ciò che in quell'ufficio è stato ritenuto interessante.
In realtà molto poco viene letto integralmente presso l'editore o girato a un collaboratore : perché molto poco è degna di lettura integrale. E pochissimo viene letto integralmente dalle persone che decidono cosa si pubblica e che cosa no (cioè gli editor).
Vi sono anche ziende che per principio non esaminano le opere letterarie che giungano senza nessuna presentazione. Altre esaminano solo le opere che giungono indirizzate specificamente a un redattore o a un editor, mentre cassano quelle indirizzate genericamente all'editore. Questi modi di procedere non sono senza ragioni. Sono così poche le opere interessanti tra quelle che giungono senza presentazione, che rinunciare a esaminarle è una scelta economicamente sensata. E se un autore è stato capace di individuare la persona giusta alla quale indirizzare la propria opera, ciò significa quantomeno che non appartiene alla specie di coloro che spediscono a caso.

(Giulio Mozzi, Consigli tascabili per aspiranti scrittori, Milano, Terre di mezzo Editore, 2012)

Nessun commento: