28 maggio 2013

La sventura degli uomini costituisce anche l'oggetto dei racconti immaginari

Queneau e il suo amico Max Morise

I racconti immaginari non possono avere per soggetto che l'infelicità degli uomini, altrimenti non avrebbero niente da raccontare. Che la conclusione sia felice o tragica, è necessario che vi siano stati rischi, perturbazioni, turbolenze. Negli idilli più anodini, v'è almeno l'ombra del pericolo. Tutto il narrativo nasce dall'infelicità degli uomini.

(Raymond Queneau, Una storia modello, Torino, Einaudi, 1998)

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