17 febbraio 2013

Un paio di calosce


Lo scrittore ha bisogno di una seconda professione: non per non morire di fame, ma per scrivere opere letterarie. E questa seconda professione non la deve dimenticare, deve bensì lavorarci; deve essere fabbro oppure medico, oppure astronomo. Al momento di entrare nella letteratura questa professione non te la puoi scordare nell'anticamera, come se si trattasse di un paio di calosce.

Conoscevo un fabbro che un giorno mi portò dei versi; in questi versi lui "frantumava col martello la ghisa delle rotaie". Gli feci la seguente osservazione in proposito: tanto per cominciare le rotaie non vengono forgiate, ma laminate, in secondo luogo le rotaie non si fanno con la ghisa, ma con l'acciaio, in terzo luogo, non si dice frantumare, ma forgiare, in quarto luogo, visto che lui è un fabbro, tutto questo lo dovrebbe sapere meglio di me. Al che lui mi ha risposto: Sì, ma questi sono versi".

Il fatto è che per essere poeti bisogna portarsi dietro la propria professione nei versi, perché l'opera d'arte inizia da un rapporto specifico con le cose.

(Viktor Šklovskij, Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica, Firenze, Liberal Libri, 1999)

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