12 febbraio 2013

Diciassette sillabe


Un poeta ha il dovere di fare da solo l'autopsia del proprio cadavere e di renderne pubblico il risultato. Esistono molti sistemi, ma quello più a portata di mano è vedere tutto ciò che ci capita ridotto in diciassette sillabe. Le poesie di diciassette sillabe sono le più facili; possiamo comporle mentre ci laviamo il viso, oppure al gabinetto o su un tram. Asserire che le poesie sono facili significa che si può diventare poeti con grande semplicità. Ed essere poeti equivale a raggiungere una specie di Illuminazione, non si dovrebbe disprezzare la facilità con cui lo si può diventare. Anzi, bisognerebbe averne un gran rispetto, perché più si è semplici più virtù si posseggono.

(Sōseki Natsume, Guanciale d'erba, Vicenza, Neri Pozza Editore, 2005)

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