12 gennaio 2013

Poesie che emettono scintille


Nelle poesie, mie o di altri, mi piace che ci sia una linea narrativa. Una poesia non deve magari raccontare una storia che ha un inizio, una parte centrale e una fine, ma per me deve muoversi, mantenere un passo vivace, emettere scintille. Può muoversi in qualsiasi direzione - indietro nel tempo, nel futuro più remoto, oppure deviare per qualche sentiero non battuto. Può addirittura smettere di essere legata alla terra e andare a cercare casa tra le stelle. Può parlare attraverso una voce dall'oltretomba o viaggiare in compagnia dei salmoni, delle anatre selvatiche o delle cavallette. Ma non è mai statica, si muove. Si muove e, anche se può avere qualche elemento misterioso che pulsa al suo interno, il suo sviluppo è intrinseco, una cosa ne suggerisce un'altra. S'irradia - o perlomeno spero tanto che s'irradi.

(Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Torino, Einaudi, 2008)

2 commenti:

Alice ha detto...

Questa mi è piaciuta tantissimo.

Leggo a dovere l'email non appena torno in Italia, un bacio :)

Gessica Franco Carlevero ha detto...

Grazie, buon viaggio nel frattempo.