27 novembre 2012

Venture e sventure

Se non vi fossero sventure,
non vi sarebbe niente da raccontare.
Va da sè. In altre parole, la felicità è omogenea, la sventura è diversa. Una serie di buoni raccolti non deve figurare negli annali; uno cattivo, sì. Uno troppo buono anche, portando l'eccesso nel bene una compensazione in senso inverso.

Lo scrive Raymond Queneau in Una storia modello, Torino, Einaudi 1988.

E viene da pensare come oltretutto raccontare un raccolto troppo buono sia più complicato che raccontarne uno cattivo. Mi sembra.

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