19 dicembre 2017

Sarà quel che sarà


Il Cantiere di scrittura è nato nel 2012. E' una pagina dove si parla di scrittura, spesso attraverso le parole degli scrittori, a volte con piccole note personali. 

Nel 2017 ci sono state alcuni cambiamenti, il più grosso è stato la nascita di La Bibliothèque italienne (un progetto sulla letteratura italiana per i lettori francofoni).
Da qualche tempo la pagina del Cantiere non è più aggiornata con regolarità.
Sto riflettendo sul da farsi. Se si trattasse di una bottega si potrebbe cedere l'attività, ma qui non funziona nella stessa maniera. 
L'alternativa pare chiudere tutto. 
Eppure non sono ancora sicura che sia la migliore soluzione, è un archivio immenso di citazioni, riflessioni, interviste. E personalmente uno sgabuzzino dove ritirarmi.
Per il momento la pagina rimane aperta, come un deposito. Uno spazio dove cercare consigli, idee, suggerimenti.

Nel frattempo rifletto sul da farsi.


3 dicembre 2017

Tendenze


Mi sembra che ultimamente ci siano due tendenze molto diffuse.
L'essere vegetariani (fatta eccezione per il pesce, perché il pesce è troppo buono), oppure vegani.
E poi fare dei video mentre si scarta un pacchetto, si trova un libro e si comincia a commentarlo.
Mi sembra che si tratti di mode seguite soprattutto dalle donne, ma non necessariamente.
Niente in contrario. Personalmente però mi sentivo più a mio agio quando si mangiava la cotoletta alla milanese e i filmini si facevano per il compleanno dei bambini, filmini che per fortuna poi nessuno rivedeva.

23 novembre 2017

Contrappasso


Comincio a pensare che essere un'insegnante d'italiano sia la punizione per aver passato la mia infanzia a giocare alla maestra.
Oltretutto, quando non giocavo alla maestra facevo minestre di fango e mi occupavo di Cicciobello. 
Una storia ad anello.

21 novembre 2017

Fragilità e scrittura


Voglio dare fiducia al mondo, voglio conservare la mia fragilità, perché dà la scrittura, dà gli occhi che guardano veramente.

(Nina Bouraoui, Mes mauvaises pensées, Stock, Paris, 2005)


A proposito di Nina Baraoui ho scritto qui e qui

17 novembre 2017

Indigestioni

Fotografia di Alessandro Baccara


Dai quindici ai diciotto ho letto prevalentemente scrittori latinoamericani. Dai diciotto ai ventun'anni, americani. Dopodiché scrittori slavi, per ultimi sono arrivati gli scrittori francesi e italiani.
Da qualche mese però mi capita di leggere titoli come Roland furieux, Les fiancés Le livre du Courtisan, e pensare di leggere Ariosto, Manzoni o Castiglione in francese.
Forse è il momento di passare agli svedesi.

11 novembre 2017

Se Grass e Voltaire fossero amici


La cosa positiva di avere una bambina di un anno che diverse volte al giorno si avvicina alla libreria per buttare giù cosa incontra, è che poi si rimette a posto senza badare all'ordine né al senso.
E così quando tempo dopo per esempio si va a cercare un libro di Hrabal sul secondo ripiano, insieme agli altri cechi, al posto suo ci sono invece un'antologia del racconto bulgaro, Thomas Pynchon, Peter Handke, Herta Muller e Mishima. 
E come interviste impossibili si immaginano discorsi da pianerottolo tra Gunter Grass e il suo nuovo vicino di casa Voltaire. 

6 novembre 2017

La mia scrittura è un vizio, Nina Bouraoui

Nina Bouraoui

La mia scrittura è un vizio. Sono al funerale di mia zia e so di avere un libro in testa. Ho vergogna di questo, ho vergogna di scrivere tutto, ci vedo una totale assenza di morale, una totale assenza di rispetto, poi ci vedo anche un grande amore, e scrivere diventa fissare la vita.

(Nina Bouraoui, Mes mauvaises pensées, Paris, Stock, 2005)


Qui una piccola nota su Nina Bouraoui