23 agosto 2016

Sono un artigiano. Marc Levy

Marc Levy

Recentemente ha detto "Sono un artigiano". Che cosa significa per lei?

Il rispetto dello strumento, il piacere di ritrovarlo nel laboratorio, la voglia di fare il mio lavoro seriamente senza mai prendere sul serio me stesso. La voglia di imparare ogni volta, la coscienza che il mio lavoro è pieno di errori ma che libro dopo libro imparo. E poi un modo di non attribuire titoli, sta alle persone che mi leggono decidere se sono uno scrittore, non a me attribuirmi un titolo.

(Marc Levy, Le blog des livres, 18 luglio 2007)

L'intervista integrale si può leggere qui.

22 agosto 2016

Non scritto, di Claudio Salvi

Claudio Salvi presenta dei lavori di scrittura e immagine, ma queste premesse possono essere disattese.



stazione – uno posa dei mattoni su un muro nuovo. non so che stazione.
niente bar – solo una bottiglia – deserto e colline.
un lago con uomini, niente case – abitudine di unire uomini e costruzioni.
quello che dorme non guarda. cosa c'è da guardare?
uno andava nel deserto da un pastore che ha un berretto chiaro, ha dei sacchetti.
dove ci sono uomini c'è sporcizia – negli arbusti ecc.
impressione di cose viste per la prima volta. pensavo di aspettare il tempo che si ripetessero.
portano sacchetti pieni – mangiare? – e caffè e un pacch. di sigarette.
ho cenato nei giardini sulla panchina – niente fontanelle dove lavare le mani ecc.
ho guardato l'alba – aria tiepida.
– il sole è alto crudo. pensiero di tornare –
case a un piano, primo in aggetto. poca gente. colore giallo o marrone.
a ritroso – boschetto di alberi come carbonizzati – effetto ombra delle foglie sui rami.
cambiati i soldi – venditore di sigarette, avuto meno per disattenzione o fretta.
uno vomitava, respinto. gli altri ridevano, un altro guardava.
ufficio di polizia – la radio – penombra.
impronte – premere indice e medio delle mani.
– comprato un dolce al bar – 6 dhm. buono, mangiato per strada.
appunti disordinati – non si può pubblicare ecc. diario cattivo e interruzioni.
montagne e colline – colore giallo e gesso o cenere.
ho sollevato la tenda. bambini in corridoio.
il vetro colora di giallo – città – la gente cammina tra le cose come anticamente –
perché – libertà di stare e di camminare: chi vieta –
sui ponti del fortuny potevo muovermi dove volevo.
sussurra una donna – è come se gridasse. una donna grassa e bella con un uomo.
un lago turchino – sulle rive niente né una casa. fanno il bagno.
in un campo punti gialli – meloni?
colline – l'uomo di fronte dorme con espressione dolorosa. hanno le mani grandi.
non c'è costruzione – il lago e le colline e basta – muli con ragazzi.
strada alberata e tronchi di alberi bianchi –
contornata da agavi – palme. terra senza ombra.
sera, caldo. uscito – mangiato. visto un gatto in negozio.
in alto mura gialle ecc.
piazza bianca di sole – ragazzi che venivano da questa parte ecc. tende.
giorno di moschea, il souq è vuoto.
timidezza. la finestra dà su altri tetti. la preghiera va dritto in cielo lett.
diario disordinato – è come deve essere?
al grassone che vende acqua chiedo dove buttare la carta? – indica in angolo.
ho visto un uomo in ombra in una stanza.
non ho visto il paesaggio di uhlman – non ci sono orti o giardini. è verde e arido.
timore che le cose non si ripetano – altrimenti come si può scrivere. sono stanco.
– ci sono tortore. erano su una tettoia quando siamo saliti. volate via.
non sento voci. se ne sono andate? sono rimasto in casa. è una casa con stanze chiuse.




Claudio Salvi è un grafico.
Con Gessica Franco Carlevero, che è stata sua insegnante di scrittura a Torino nel 2011, collabora alla costruzione del Cantiere di scrittura.

19 agosto 2016

Il dramma e lo stile

Mario Capello

Il dramma, se non è riscattato dallo stile, non basta. E' meschino, per quanto doloroso. Come un tamponamento sulla tangenziale. Ne muore qualcuno. Qualcuno ne scrive. Ma nessuno lo paragona alla morte di Ivan Il'ič.

(Mario Capello, L'appartamento, Latina, Tunué, 2015)

18 agosto 2016

Serge Joncour. Sulle presentazioni

Serge Joncour

Prima di ogni presentazione si ha sempre una speranza matta che manchino le sedie, che gli ultimi arrivati siano obbligati a restare in piedi, che gli spettatori si addosseranno al muro in fondo... Poi alla fine non succede mai. Un giorno non c'era addirittura nessuno, se non un uomo venuto per proteggersi dal freddo. Allora bisogna superare l'imbarazzo di chi ti invita, la delusione di quelli che vedono che ci sono poche persone, quella degli organizzatori che pensano che tu sia deluso e che ti debbano rassicurare. Bisogna anche superare la propria disillusione. E cercare di divertirsi di tutto questo.

(Serge Joncour, intervista di Mohammed Aissaoui, Le Figaro, 02.10.2014)

I libri di Serge Joncour in italiano sono pubblicati da Fazi Editore e Newton Compton.

L'intervista integrale si può leggere qui.

17 agosto 2016

La bibliothèque italienne


Il Cantiere di Scrittura sta lavorando a un nuovo progetto in collaborazione con la Casa della Scrittura in Provenza. Si tratta di uno spazio dedicato alla letteratura italiana in Francia. 
Per il momento è in fase di preparazione e si cercano nuovi collaboratori. 
Nello specifico siamo alla ricerca di persone che vogliano parlare di libri e sappiano scrivere in francese. E' gradito un buon livello ma i testi passeranno comunque nelle mani di correttori.

Per proporsi o avere più informazioni si può scrivere a gessica@franco-carlevero.com indicando nell'oggetto: 
La bibliothèque italienne.

16 agosto 2016

La vita quotidiana


Una volta, a Pistoia, un critico mi ha detto che io nei miei libri parlo della vita quotidiana, e lo diceva come un dato di fatto, senza nessuna accentuazione né negativa né positiva, e io ci ho pensato e mi è venuto da dirgli che quella, la vita quotidiana, era l'unica vita che conoscevo, che forse si potevano fare dei libri sulla vita settimanale, o sulla vita mensile, o sulla vita semestrale, ma io, per raccontare le cose, per farle vedere, avevo l'impressione che si vedessero meglio nelle cose quotidiane, per esempio con la Battaglia, quando siamo a Basilicanova, a casa di mia mamma, lei la Battaglia, tutte le sere, quando vien buio, va a fare un giro sull'argine con sua nonna Liliana, e tutte le sere, quando torna indietro, mi porta un fiore. 

(Paolo Nori, La piccola Battaglia portatile, Milano, marcos y marcos, 2015)